mercoledì 5 marzo 2014

Rassegna Stampa: La Grande Ipocrisia. Trionfano le larghe intese consociative spacciandole per prodotto Italia.

Navigando sul web abbiamo trovato un blog che  dà notizie che non possiamo verificare ma che però sono intriganti. Prendetele con beneficio di inventario, ma sono comunque utili per riflettere... in effetti sembra un grillo anche lui.


Da LiberoPensiero, il Blog di Di Cori Modigliani

La Grande Ipocrisia.
Trionfano le larghe intese consociative spacciandole per prodotto Italia.


di Sergio Di Cori Modigliani

Avviso ai naviganti: post in contro-tendenza.


Ho aspettato un paio di giorni prima di manifestare la mia opinione perchè pensavo (e speravo) che i discorsi relativi all'oscar per "la Grande Bellezza", al di là della prevista e prevedibile pletora di applausi retorici, avrebbe fatto nascere subito un interessante dibattito sul cinema italiano, sulla sua totale disfatta, sul definitivo tramonto del nostro mercato multimediale, coinvolgendo diversi soggetti politici, intellettuali, produttori, autori.
E invece, è stato steso un velo di pesante censura, regalando al popolo beone (innocente in quanto completamente disinformato) la truffa del cosiddetto" prodotto Italia". 
Non è certo casuale che non sia stato speso (evento, di per sè, anomalo) neppure un rigo per sottolineare l'impegno produttivo, e che la squadra vincente abbia provveduto a mantenere un assoluto riserbo -al limite dell'imbarazzante ridicolo- sul management che ha orchestrato con successo la propria vittoria, destinandolo ad un immeritato silenzio. 
Basterebbe questo piccolo, fondamentale particolare, per fornire la prova del livello omertoso sia giornalistico che politico in voga nel nostro paese.
Perchè questo film non ha niente a che vedere con l'industria cinematografica e non soltanto non produrrà alcun effetto positivo per il rilancio del nostro cinema, anzi. Avrà (e lo sta già avendo) un effetto nefasto sia in termini esistenziali che economici, avvilendo la creatività italiana, umiliandola, deprimendo la qualità espressiva di autori indipendenti, e condannandoci a un aumento del totale asservimento alla produzione di più scarso livello del cinema statunitense.
Prepariamoci all'invasione di spazzatura hollywoodiana, roba di scarto buona per le colonie.
Quantomeno sui canali mediaset... Continua a leggere.

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Bye bye cara cupola mediatica. Crolla in Italia il mercato dell'editoria, dell'informazione cartacea e dell'ascolto televisivo. Questa è la ragione della virulenza del cavaliere Silvio Berlusconi.


La giustizia non c'entra affatto.

Il disgustoso cancan allestito dalle truppe berluskiane, con la complicità piddina, poco ha che vedere con problemi di merito o di sostanza legati a questioni dello Stato di Diritto, tutela, rapporti con la magistratura, ecc.

E' semplicemente un banale problema di introito pubblicitario.
Tutto qui.
Nè più nè meno.

In un paese lievemente più serio del nostro sarebbe stato affrontato nelle sedi competenti, il che vuol dire convegni organizzati dall'associazione che raduna le agenzie di pubblicità, seminari con esperti di strategia di comunicazione e pianificazione marketing, e infine, attraverso alcuni interventi strategici di alcuni lobbysti.

E invece, hanno montato questa patetica messinscena.
E' questo ciò che penso.

I dati che questa mattina l'agenzia Nielsen ha diffuso (è la più importante società di rilevazione dei dati reali sul fatturato pubblicitario, sugli indici di ascolto televisivo, quelli di lettura, e sulla diffusione dei prodotti media) parlano con grande chiarezza e semplicità.

E' crollato da ventisei mesi il fatturato pubblicitario dell'intero sistema editoriale italiano, cartaceo, radiofonico, televisivo. Aumenta in progressione geometrica quello sul web.
Tutti i quotidiani -nessuno escluso- i settimanali, i mensili, le prime 15 emittenti televisive, perdono complessivamente diversi miliardi di euro l'anno.
Ma questo è un trend ormai planetario.

Il problema, in Italia, consiste nel fatto che non essendo un paese capitalista, cioè non avendo una economia basata sul regime di libera concorrenza dove le aziende operano e si muovono sulla base dello scambio basato sul rapporto tra domanda e offerta, ciò che conta non è il lavoro, la creatività, la produttività, il dinamismo, l'innovazione, bensì chi controlla i monopoli oligarchici.
Silvio Berlusconi è il padre e il figlio di Publitalia, la mamma medioevale del Sistema Italia.
Attraverso questa società ha gestito il mercato nazionale, ricattando, acquistando, vendendo, spostando, promuovendo, bocciando, facendo il buono e il cattivo tempo, con il PD in tasca visto che riempiva le aziende editoriali e cartacee e televisive -sotto controllo piddino- di pubblicità, consentendo loro di vivere, lucrare, affermarsi nel territorio. Nel Gran Regno d'Ipocritania, il Piddì si è manifestato ingozzando i propri inutili prodotti informativi (parliamo qui di circa 20.000 pubblicazioni complessive) di pubblicità a tonnellate, tutta proveniente dalle strutture gestite da Berlusconi. Poi, ne parlavano male. Il cavaliere se ne fregava, sapeva benissimo come tirar le briglia quando esageravano. E' ciò che ha sempre fatto.

Poi sono arrivati due eventi con l'aggravante di essere connessi: il web e il M5s... continua a leggere

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Qual è la natura del M5s? L'espulsione di alcuni eletti, può insegnarci qualcosa?



di Sergio Di Cori Modigliani

E' interessante notare, oggi, sia sulla stampa cartacea che in rete e su facebook, le reazioni generali alle espulsioni decretate ieri nei confronti di alcuni parlamentari del M5s.
Facebook viene spesso identificato come un bar, quindi liberamente aperto a ogni avventore.
In realtà è un mare, che può essere un oceano così come può essere un modesto acquario casalingo, dipende se uno ha scelto e deciso di costruirsi il proprio personale ghetto, composto da amici virtuali che la pensano esattamente nello stesso modo, oppure ha scelto di avere amici misti, da poetici sognatori educati a truzzoni volgari con la bava alla bocca.
La prima impressione, navigando su diverse pagine feisbucchiane, mi conferma la mia idea sulla diffusione capillare della ferocia e della cattiveria in questo paese.
Non appena si sente l'odore del sangue, gli squali arrivano a frotte e si scatenano, perchè è la loro natura.
Si approfitta dell'occasione per poter diffondere clamorosi falsi già pre-confezionati, vomitando insulti nei confronti di chi la pensa in maniera dissimile, mentre alcuni professionisti dell'informazione colgono l'opportunità di prendere degli articoli che erano rimasti chiusi nel cassetto del pudore giornalistico, in attesa di una ghiotta occasione: eccola. Zac!
Il mare diventa presto una palude immonda e inevitabilmente -a meno che non si sia dei santi o persone di particolare saggezza prudente- si finisce per trovarsi coinvolti in risse faziose che producono soltanto acrimonia, livore, frustrazione.
A quel punto le argomentazioni perdono di valore, nonchè di efficacia.
Sulla stampa cartacea si trovano dei distinguo che da soli definiscono la natura dell'informazione in Italia. Nelle prime cinque testate nazionali, compaiono numeri e fatti diversi -molto spesso contraddittori- a seconda dell'uso che conviene. Si va da "30 deputati lasciano il movimento" (la Repubblica) a "più di 20 pronti a lasciare" (corriere della sera) quattro ore dopo trasformato in "lasciano in sei", mentre La Stampa annuncia: "M5s caos. Civati apre ai fuoriusciti: c'è spazio per fare un gruppo".
Su alcune importanti pubblicazioni on-line (considerate in teoria sostenitrici del movimento) si leggono lunghi e dettagliati editoriali in cui si spiega perchè "si tratta di un ennesimo autogol".
Ecc,ecc.
Chi conosce la vera natura intrinseca di questo movimento, oggi, si diverte come al circo.
Ciò che davvero conta, infatti, è comprendere che cosa sia il M5s, ma soprattutto -ciò che più conta in assoluto- che cosa sia diventato esattamente un anno dopo le vittoriose elezioni.
A mio avviso, è diventato ciò che era, il che mi sembra un ottimo risultato... continua a leggere.

....

In conclusione aggiungo la chicca del giorno, prodotta dal settimanale L'Espresso, sempre in prima fila -almeno dal 27 febbraio 2013- nel tentativo ben riuscito di spingerci sempre più in basso nella classifica relativa all'esistenza della libertà di stampa in Italia.


"Ieri l’Espresso ha pubblicato una non notizia. Secondo quanto riportato dal periodico di De Benedetti, un portavoce M5S, Mario Giarrusso, avrebbe dichiarato che io avrei falsificato la sua firma sotto alle mozioni di sfiducia ai ministri Giuliano Poletti e Federica Guidi. Chiunque può verificare che si tratta di una falsità: basta infatti consultare i due atti depositati al Senato per verificare che la firma del portavoce Giarrusso non c’è. Il fraintendimento di Giarrusso, su cui ha immediatamente speculato l’Espresso, è stato forse dovuto al fatto che le due mozioni sono state annunciate in un primo momento via email, perché fossero condivise tra tutti i portavoce, mentre solo al momento del deposito effettivo, avvenuto alle 18.30 dopo le correzioni suggerite dal gruppo, sono state apposte le firme di chi le ha sottoscritte. La vera notizia che l’Espresso non ha dato è che il MoVimento 5 Stelle ha depositato una mozione di sfiducia contro il Ministro del Lavoro e una contro quello dello Sviluppo Economico, in conflitto di interessi a causa delle loro responsabilità imprenditoriali e associative.
Forse Luca Sappino, che ha firmato l’articolo, avrebbe potuto prima provare a verificare se sui due atti la firma di Giarrusso fosse davvero presente o meno. Se siamo agli ultimi posti nella classifica della libertà di stampa, in fondo, un motivo ci sarà." 
Maurizio Santangelo, capogruppo M5S al Senato

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martedì 4 marzo 2014

Rassegna Stampa: Il Fatto Quotidiano....

Da Il Fatto Quotidiano, un articolo di Marco Travaglio svela alcuni retroscena...

Il governo La Qualunque.
(Marco Travaglio) Da Il Fatto Quotidiano 04-03-2014



Tonino Gentile aveva ragione: "Io sono trasparente". Tutto nella sua storia 
era chiaro e lampante: chi è Gentile, che cos'ha fatto a L'Ora della 
Calabria, perché Alfano l'ha voluto sottosegretario e perché Renzi non 
poteva cacciarlo. Il nostro eroe è un ex craxiano poi berlusconiano ora 
alfaniano che controlla pacchetti di voti con i soliti metodi e ha 
sistemato l'intera famiglia nei posti pubblici che contano: il fratello 
Pino è assessore regionale ai Lavori pubblici; il fratello Raffaele è 
segretario della Uil; il fratello Claudio è alla Camera di commercio; il 
figlio Andrea è revisore dell'aeroporto di Lamezia e superconsulente 
dell'Asl (ora indagato per truffa, falso, abuso e associazione a 
delinquere: la notizia che non doveva uscire); la figlia Katya era 
vicesindaca di Cosenza, cacciata per una struttura affidata all'ex marito; 
la figlia Lory è stata assunta senza bando alla Fincalabra dallo stampatore 
che poi non ha stampato il giornale. Per tacere di nipoti e cugini, tutti 
piazzati fra l'Asl, la Camera di commercio e Sviluppo Italia. Al confronto 
Cetto La Qualunque è un dilettante. Se Epifani sedesse ancora in Largo del 
Nazareno e Letta a Palazzo Chigi, Renzi li avrebbe cannoneggiati come 
quando voleva cacciare Alfano e la Cancellieri ("Siamo su Scherzi a 
parte?", "Come si fa a governare con Alfano?", "Cambiamo verso"). Invece 
ora il segretario e il premier è lui, dunque ha mandato avanti il portavoce 
Guerini a dire che "Gentile l'ha indicato Alfano": come se i sottosegretari 
non li nominasse il premier. Il guaio è che le pressioni di Tonino il 
Cinghiale per bloccare la notizia del figlio indagato erano proprio 
finalizzate a non pregiudicare la nomina a sottosegretario. Poi Renzi l'ha 
nominato lo stesso: non un plissè sullo scandalo del figlio indagato, né su 
quello del giornale silenziato. Tonino La Qualunque doveva diventare 
sottosegretario a ogni costo perché porta voti al governatore Scopelliti, 
che porta voti ad Alfano, che porta voti a Renzi. è tutto trasparente: un 
ricatto bello e buono che non finisce con la fuga del Cinghiale.

Il premier che vuole "cambiare l'Italia" s'è messo nelle mani dei 
"diversamente berlusconiani" che in realtà sono come i berlusconiani, se 
non peggio (solo Scalfari può nobilitarli come "nuova destra 
repubblicana"). Quagliariello difendeva il Cinghiale dalla "barbarie" 
perché "non è neanche indagato". Cicchitto alludeva alle "pagliuzze e 
travi", cioè agli indagati del Pd nel governo Renzi: Barracciu, Del Basso 
de Caro, Bubbico e De Filippo. Così l'Ncd, che di indagati non ne ha, dava 
pure lezioni di legalità a Renzi. Renzi è spregiudicato, ma non stupido: 
sapeva benissimo che Gentile non poteva restare e l'ha fatto sapere 
all'Ncd. Ma ha preferito che lo licenziasse Alfano, il quale adesso ha il 
coltello dalla parte del manico: come potrà Renzi tenersi la Barracciu e 
gli altri tre? L'effetto-domino innescato dall'uscita di Gentile non può 
che essere benefico. Ma non per Renzi: a meno che non decida di prendere in 
mano la situazione anziché subirla. Gli basterebbe fare un discorso onesto 
agli italiani: "Nell'esordio convulso del mio governo, ho gravemente 
sottovalutato la questione morale, aprendo le porte a gente che doveva 
restare fuori. Chi vuole cambiare l'Italia non può lasciare che il Sud sia 
rappresentato da personaggi accusati di abusare del loro potere con 
rimborsi gonfiati, familismi e clientele". E accompagnare alla porta Lupi, 
i quattro inquisiti del Pd e gli imbarazzanti vice della Giustizia, Costa e 
Ferri. Se non lo farà, invierà al Paese un micidiale messaggio di 
gattopardismo, simile alla cinica e disperante metafora giolittiana: "Un 
sarto che deve tagliare un abito per un gobbo deve fare la gobba anche 
all'abito". Ieri fra l'altro s'è scoperto che negli anni 80 Gentile era 
stato arrestato (e poi assolto) per una storia di fidi facili miliardari; e 
che il giudice che fece scattare le manette era Nicola Gratteri. Renzi ha 
rischiato di trovarseli tutti e due nel suo governo. Poi Napolitano ha 
levato tutti dall'imbarazzo: ubi inquisitus, magistratus cessat.

lunedì 3 marzo 2014

Comunicato Stampa - Roncade e il progetto dell'Allevamento suinicolo (porcilaia)

Il progetto dell'allevamento suinicolo da realizzare nella campagna tra Roncade e San Biagio di Callalta.
I Grilli del Sile vogliono che la popolazione sia correttamente informata su ogni dettaglio del progetto che può avere ricadute ambientali e paesaggistiche da valutare attentamente.


RONCADE: Anomalie sulla nomina della Commissione di cittadini per il progetto della nuova porcilaia a Sant’Andrea di Riul.


Ecco la verità sulla trasparenza dell’azione amministrativa a Roncade e rispetto dei regolamenti in merito all’istituzione della Commissione comunale per la costruzione della nuova porcilaia.

Ai sensi degli articoli 83 e seguenti del Regolamento del Consiglio comunale, tale commissione dovrebbe esser composta da cittadini chiamati ad esprimersi in ordine all’istanza riguardante la costruzione del nuovo allevamento suinicolo – insediamento zootecnico agricolo produttivo, presentata dalla Società Agricola “La Grazia” s.s., pratica edilizia n. 387/2013. L'organo consultivo ha il compito di approfondire ogni aspetto dell’iter previsto dalla normativa vigente a sostegno dell’attività degli uffici comunali.

Il giorno 9 dicembre 2014 Andrea Fuga, cittadino roncadese attivo nel gruppo “Grilli del Sile”, inviava la segnalazione del proprio nominativo tramite p.e.c. alla Segreteria Direzione Generale, al Sindaco e all’Assessore competente segnalando la propria disponibilità a farne parte in virtù della propria esperienza nel campo delle costruzioni.

"La nomina rispettava quanto prescritto all’art. 83, punto 2 del Regolamento comunale" precisa Andrea Fuga, "poiché sono cittadino roncadese ed in possesso dei requisiti per la nomina a consigliere comunale".

A tale richiesta, dopo ripetute e-mail di sollecito, il Sindaco Simonetta Rubinato ha risposto ad Andrea Fuga che, con Deliberazione n. 182 del 30.12.2013, la Giunta Comunale aveva delineato i criteri per la designazione dei membri facenti parte la commissione, individuando cittadini facenti parte ad Associazioni Professionali e di Categoria e aggregazioni di cittadini.

Leggendo però la successiva deliberazione della Giunta Comunale n. 30 del 10.02.2014, si nota che la maggior parte dei membri della commissione non sono residenti in Roncade e che, pur avendo specifiche competenze, non conoscono il territorio e le varie criticità dell’intervento rispetto alla valenza ambientale, all’importanza archeologica, alla caratteristica architettonica dell’edificio da demolire che potrebbe avere carattere testimoniale, nonchè il rischio idrogeologico del luogo ove sorgerà il nuovo allevamento di tipo intensivo.

Concludendo, la commissione nominata non rispetta quanto prescritto dall’art. 83 del Regolamento del Consiglio comunale per quanto riguarda sette membri su nove, e di fatto esclude cittadini roncadesi con specifiche competenze, che avrebbero potuto dare un serio contributo alla commissione.

I Grilli del Sile

Rassegna stampa del 3 marzo 2014


Renzusconi (Marco Travaglio)Da il Fatto quotidiano del 02-03-2014

A gennaio, quando Renzi incontrò il pregiudicato interdetto decaduto
Berlusconi nella sede sel Pd per discutere la nuova legge elettorale e le
riforme collegate (Senato e Regioni), scrivemmo pur fra mille dubbi che non
era proprio uno scandalo. Le leggi elettorali appartengono agli elettori,
non agli eletti, dunque era impensabile tagliar fuori il maggior partito di
centrodestra. Inoltre, stante l'indisponibilità dei 5Stelle persi nella
Rete, per sbloccare l'impasse non restava che rivolgersi al terzo partito,
Forza Italia: l'unico che poteva assicurare una maggioranza in Parlamento.
Renzi, appena plebiscitato segretario del Pd, giurava che l'accordo con B.
era per una legge che ci mettesse al riparo da altri governi con B.
Intanto, mentre lui e B. si occupavano delle riforme, Letta poteva
governare sereno. Non restava che prenderne atto e aspettarlo al varco,
cioè alla prova dei fatti: per quanto inedita, l'ipotesi che un politico
italiano dicesse la verità non andava scartata a priori. Ora, meno di due
mesi dopo e alla luce dei fatti, possiamo tranquillamente affermare che
Renzi mentiva. L'accordo con B., quasi sempre intermediato dal comune amico Denis Verdini, è ben più vasto e stringente di un'intesa tecnica per quelle tre riforme. È un patto d'acciaio le cui clausole restano occulte, anche se i risultati si manifestano ogni giorno più chiari. 

Il Caimano sa che il 10 aprile si riunisce il Tribunale di sorveglianza per decidere dove sconterà i 7 mesi di pena (quel che resta della condanna a 4 anni, detratti i 3 anni di indulto e i 5 mesi di liberazione anticipata extralarge sancita dallo svuotacarceri Cancellieri): in galera, o ai domiciliari, o ai servizi
sociali.
Forse, per non alimentare il suo vittimismo durante la campagna

elettorale per le Europee, il verdetto slitterà di un paio di mesi. In ogni
caso il pregiudicato sarà politicamente fuori gioco sino a fine anno:
guiderà il partito per interposto Toti. Intanto tenterà il colpaccio:
candidarsi ugualmente alle Europee in barba alla legge Severino e sfidare
gli uffici elettorali della Corte d'appello a depennarlo, con una prova
muscolare che mira a resuscitare il vecchio nemico, le toghe rosse; a
incendiare una spenta campagna elettorale; e a mettere in difficoltà
l'amico Matteo.

Per portare a termine il piano, B. ha bisogno di un governo che regga
almeno un anno, dandogli modo di tornare come nuovo a Natale e di
organizzare l'unica campagna che gli sta a cuore: quella delle politiche,
che non fa mistero di auspicare per il 2015. Il governo Letta questa
garanzia non gliel'assicurava: stava insieme con lo sputo, passava di gaffe
in scandalo, non aveva più l'appoggio del Pd, poteva sfasciarsi da un
momento all'altro. E, se anche fosse durato fino al 2015, avrebbe costretto
il quasi ottantenne Caimano a sfidare un giovane come Renzi, che ha la metà
dei suoi anni, per giunta intonso da esperienze governative e dunque molto
più fresco e popolare di lui. Una partita persa in partenza. L'ideale era
che Renzi subentrasse a Letta sputtanandosi con un colpo di palazzo senza
passare dal voto, risputtanandosi con estenuanti trattative con i partiti e
i partitini di una maggioranza Brancaleone, arcisputtanandosi con un
governicchio impresentabile e ultrasputtanandosi con grandi promesse e
pochi fatti. L'amico Matteo, con ammirevole abnegazione, l'ha puntualmente
accontentato. 

Missione compiuta. 

Già che c'era, gli ha pure regalato il controllo militare sui ministeri della Giustizia (con i berlusconiani Costa & Ferri), delle Infrastrutture (con i diversamente berlusconiani Lupi & Gentile) e delle Attività produttive (con la berlusconiana Guidi che veglia anche sulle Comunicazioni). 

Così B. potrà seguitare a governare sui propri interessi e "gratis", senza nemmeno il fastidio di entrare nella maggioranza, metterci la faccia e sporcarsi le mani. Resta da capire che cosa ci guadagni Renzi da questa catastrofe, e magari un giorno lo
capiremo. Ma è una vecchia storia. Lo scienziato capace di isolare il virus
che porta al suicidio tutti i leader del centrosinistra vince il Nobel.



domenica 2 marzo 2014

Rassegna stampa del 2 marzo 2014 - A proposito di De Benedetti e Renzi...

Da Corriere.it


Il premier, Sorgenia e il salvataggio
pagato dallo Stato

Il nodo della remunerazione pubblica per le centrali del gruppo De Benedetti



Si chiama in gergo tecnico capacity payment, ed è un salvagente formidabile per quanti oggi producono ancora energia elettrica con il gas: a causa del boom delle energie rinnovabili e della crisi economica che ha affossato i consumi di energia le loro centrali restano spente la maggior parte del tempo. E i bilanci vanno a picco. Ecco allora spuntare quella miracolosa formula inglese, che si può tradurre così: i proprietari degli impianti termoelettrici vengono pagati lo stesso anche se le turbine non girano, semplicemente perché potrebbero produrre. Una specie di imposta sulla riserva di capacità produttiva che entrerebbe in azione quando ce ne fosse la necessità, in grado di dare un bel sollievo ai conti malandati di alcuni produttori. Quella tassa esiste già, ma i produttori vogliono molto più dei 150 milioni del vecchio capacity payment . Secondo Assoelettrica ed Energia concorrente, per tenerli a galla servono almeno 600 milioni l'anno fino al 2017. L'hanno scritto in un dossier di una decina di pagine spedito nelle stanze che contano con la dicitura «Riservato».
Chi sta peggio di tutti è Sorgenia, gruppo che fa capo alla Cir di Carlo De Benedetti, editore di Repubblica e del gruppo L'Espresso. Si trova a un passo dall'avvitamento finanziario: fra tre settimane finirà i soldi in cassa. Il debito sfiora quota 1,9 miliardi. A metà degli anni Duemila le banche le avevano concesso generosi finanziamenti per realizzare centrali a turbogas... continua a leggere.

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venerdì 28 febbraio 2014

Riceviamo e volentieri pubblichiamo...Una intervista per strada a Gianni Girotto, cittadino portavoce al Senato.

Intervista al nostro Senatore Gianni Girotto (risiede a San Biagio di Callalta). E' stato superbo! L'ho incontrato 10 giorni fa a Maserada in "Aperitivo col Senatore" organizzato dal meet-up Treviso Nord-Est. Persona squisita, tranquilla e preparata. Veniva a relazionare i suoi elettori sugli umori e i "rumori" nei Palazzi a Roma e dopo una settimana di lavoro massacrante ed incessante (meglio stare in Ufficio che andare per le strade di Roma! Parole sue) era visibilmente stanco e pensieroso, ma felice di ritrovarsi tra persone semplici e schiette.

Cordiali saluti,
Maurizio Carrara


A proposito di democrazia, epurazioni e libertà...




La democrazia

Si ripete la solita, patetica scena giornalistica a caccia di titoli che suscitino interesse mediatico. Obiettivo comune: il Movimento 5 Stelle. Questa volta le "epurazioni" sono addirittura quattro. Partono i commenti che riesumano Stalin, che paragonano le parole di Grillo a quelle di Hitler e tutto questo, solo per screditare un movimento che ha cambiato tutte le regole.
Il 21 febbraio appare un post sul blog di Beppe Grillo nel quale si parla della sfiducia di Orellana da parte del suo territorio. Stessa sorte toccherà a Bocchino e Campanella due giorni dopo, ma i giornalisti oggi fanno finta di meravigliarsi e gridano allo scandalo. 
Non è mai successo, hanno ragione tutte le testate più quotate. 
Non è mai successo che i cittadini chiedano conto ai loro parlamentari, votati ed eletti sul territorio, del loro operato in parlamento. Non è mai successo che gli elettori pretendano che i propri portavoce siano presenti nelle città dalle quali sono partiti, per portare la voce dei cittadini stessi, nelle stanze del potere.

Si è perfino scomodato l'articolo 67 della Costituzione che recita: "Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato", ignorando come esso si riferisca alla libertà di ogni parlamentare di prendere le distanze dal suo partito al fine di salvaguardare la Nazione. Negli anni abbiamo assistito all'abuso di questo diritto, al fine di rendere le promesse elettorali valide per il tempo nel quale sono pronunciate. No, non è mai successo che la coerenza con un programma condiviso con i cittadini, sia poi rispettata. La democrazia partecipata è un impegno gravoso e limitante. La democrazia diretta è un riflettore perennemente puntato sulla testa di chi ci rappresenta.

Gli attivisti del movimento e tutti gli elettori stremati da una classe dirigente sorda e cieca, sono fieri delle vedette presenti alla camera e al senato. Sono poco più di 150 parlamentari pronti a qualsiasi sacrificio pur di non farci perdere la speranza e la titolarità del diritto.

I parlamentari 5 Stelle sono lì per fare quello che vogliono i cittadini che hanno votato il Movimento. Possono usare la loro libertà di pensiero solo per eseguire al meglio l'incarico. Se essi la pensano diversamente devono dimettersi e lasciare il posto ad altri. I parlamentari sono DIPENDENTI dei cittadini, non la loro guida o i loro superiori. Devono realizzare il programma che si sono impegnati a rispettare, deciso dai cittadini. Ne' possono essere loro a decidere chi va espulso o no, perché altrimenti costituirebbero una casta autoreferenziale e inamovibile. I cittadini decidono tutto. E loro devono rispettare il patto che hanno firmato accettando l'incarico. Tutto il resto è solo strumentalizzazione in malafede, dimenticando che quando non c'è il controllo dei cittadini, i parlamentari possono fare come Scilipoti, o Casini, o Fini e nessuno riesce a fermarli.

Ora molti parlano di mancanza di democrazia puntando il dito su Grillo e Casaleggio, quando tutti i parlamentari del Movimento 5 Stelle sostengono di non aver quasi mai parlato con loro, tantomeno di aver mai ricevuto indicazioni di voto o suggerimenti su come o cosa scrivere negli atti ufficiali.

La verità è solo una: la democrazia è libertà, la libertà di andare per la propria strada quando non si condivide più la stessa visione.

I Grilli del Sile

giovedì 20 febbraio 2014

Vi ricordo la serata di DOMANI SERA, ore 21



VENERDÌ 21 FEBBRAIO ORE 21:00 nel CENTRO SOCIALE in VIA SANTI, 2 a DOSSON DI CASIER. 

Racconteremo il Sile da 500 a.c. Ai giorni nostri. Come si viveva, come si lavorava e in generale, cosa è stato per i nostri predecessori il fiume di risorgiva più importante d'Europa.
Vi spiegheremo come è nata Venezia e quali siano le caratteristiche del nostro amato fiume.
Relatori della serata saranno: 


GIORGIO PEZZIN
scrittore e appassionato storico

GIANNINA MARCON
fotografa e attivista WWF


Ospite d'onore sarà la cittadina portavoce alla camera dei deputati per il Movimento 5 Stelle, ARIANNA SPESSOTTO. Il Sile è sempre stato al pari delle nostre autostrade e Arianna è proprio in commissione trasporti e ci illustrerà cosa si discute oggi in parlamento su questo delicato argomento. 


Moderatore della serata ANTONIO MAURO SAPONARO, candidato sindaco per Casier del Movimento 5 Stelle, che sarà lieto di ascoltare i suoi concittadini in merito al programma per il futuro di Casier:
IL DIAMANTE DEL SILE.


VI ASPETTIAMO NUMEROSI

L'Editoriale di Marco Travaglio sul nuovo governo Renzi...

L'editoriale di Marco Travaglio - Da il Fatto Quotidiano del 19-02-2014

Incoerenzi

(Marco Travaglio)


Siccome è nell’interesse di tutti che il governo Renzi combini qualcosa di 
buono, si spera vivamente che le anticipazioni sui possibili ministri 
uscite sui giornali, compreso il nostro, siano tutte false. E cioè che il 
turbopremier e il suo entourage si divertano a far filtrare nomi 
improbabili e impresentabili per nascondere la vera lista dei ministri, da 
sfoderare al momento giusto per stupirci tutti. Se così non fosse, ci 
sarebbe da dubitare non solo della buona riuscita del nuovo governo, ma 
anche della sanità mentale del suo capo. Renzi giurava di non voler 
cambiare il governo, ma l’Italia. Ora ha cambiato il governo e l’Italia 
(almeno quella politica) rischia già di cambiare lui. Lui che il 4 
dicembre, appena prima di diventare segretario del Pd, domandava a Letta: 
“Ma come si fa a governare con Alfano, Giovanardi e Formigoni?”. Ora ce lo 
spiegherà lui come si fa, visto che governerà con Alfano, Giovanardi e 
Formigoni mentre persino i più autorevoli suoi supporter rifiutano di 
entrare nel suo governo. Per carità, sappiamo bene quali prezzi deve pagare 
chi deve gestire un’Armata Brancaleone che stando alle elezioni di un anno 
fa e agli ultimi sondaggi rappresenta poco più di un terzo dei votanti e di 
un quinto degli italiani, e che in Parlamento si regge sul premio di 
maggioranza del Porcellum raso al suolo dalla Consulta. Ma un forte segnale 
di novità e discontinuità rispetto al governo Letta è d’obbligo, non 
foss’altro che per giustificare l’improvviso e improvvido ribaltone a 
Palazzo Chigi. Oltre ché per tener fede alla fama di Rottamatore, 
Innovatore, Demolition Man. Qualche nome nuovo e valido circola (Colao, 
Guerra, Gino Strada), ma stradomina l’Ancien Régime. Agli Esteri e 
all’Interno si dice che lascerà la Bonino, entrata in Parlamento 38 anni 
fa, e Alfano. Ma come fa? L’estate scorsa, quando esplose lo scandalo 
Shalabayeva, Renzi disse che, se fosse già stato il segretario del Pd, 
avrebbe sfiduciato Alfano, colpevole di “una vicenda di cui come italiano 
mi vergogno, che coinvolge una bambina di sei anni” ed era “indegno 
scaricare su servitori dello Stato e forze dell’ordine tutte le 
responsabilità senza che venga mai fuori un responsabile politico”. Tutto 
dimenticato?
Un altro uomo forte del “nuovo” governo Renzi dovrebbe essere Dario 
Franceschini, che qualcuno vorrebbe financo vicepremier: ma quando, nel 
2008, divenne segretario del Pd al posto di Veltroni, Renzi lo chiamò 
“vicedisastro” perché aveva condiviso con Uòlter la disastrosa campagna 
elettorale che aveva portato al trionfo di B.. Come può un vicedisastro 
diventare il vice-Renzi, o anche soltanto un suo ministro? Per l’Economia 
si alternano fautori di una mega patrimoniale, come Barca; rigoristi come 
la Reichlin, aspirante banchiera londinese, il bocconiano Tabellini e i 
boiardi Bernabè e Padoan; e vecchi politici come Delrio (sindaco di Reggio 
Emilia) e addirittura Fassino. Per dire quant’è grande la confusione sotto 
il cielo.
Idem per lo Sviluppo e il Lavoro, dove sembra non si riesca a immaginare 
nulla di più nuovo e discontinuo di un Ichino, un Moretti, un Montezemolo: 
le quintessenze del vecchio establishment. La Giustizia, devastata da 
vent’anni di leggi vergogna trasversali, chiederebbe uno sforzo 
supplementare di coraggio e fantasia. E invece ecco un “ex” di 18 anni fa 
come Flick; il solito Vietti che, sebbene abbia materialmente scritto la 
porcata sul falso in bilancio, pare non piaccia (più) a B.; Guido Calvi, 
l’avvocato di D’Alema e Geronzi e il coautore di pessime leggi; Andrea 
Orlando, diplomato al liceo scientifico; e – udite udite – Livia Pomodoro, 
che già negli anni 80 lavorava al ministero della Giustizia con la Dc e il 
Psi e poi con Conso in piena trattativa (dovrà testimoniare al processo), e 
tre anni fa concordò con Ghedini un calendario del processo Mills così 
lento che andò in prescrizione prim’ancora della prima sentenza. Che cos’è, 
uno scherzo? 
Speriamo.

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mercoledì 19 febbraio 2014

Dice Renzi che dobbiamo fidarci...

Intervista alle Invasioni Barbariche...





Dal suo libro:



C'è certamente da fidarsi. Cosa aspettiamo a fare un governo insieme a lui?

Inoltre se finiremo in galera lui non solo ci salverà, ma ci farà anche ricevere dal Presidente della Repubblica.



lunedì 17 febbraio 2014

Su "Aria che tira" della rete La7 una commento di Marco Travaglio sul governo Renzi...

"Qualcuno risponda del fallimento del governo Letta" ha osservato Marco Travaglio rispondendo all'analisi di Alessia Morani (Pd), ed ha proseguito: "C’era bisogno di Nostradamus per prevedere il fallimento del governo Monti prima e quello Letta poi?"
Alla discussione erano presenti, oltre alla conduttrice, Filippo Civati in collegamento video e Alessia Morani, una renziana che fa parte dell'"Harem" delle entusiaste.
Godetevi Travaglio, efficace e diretto come sempre...


Paperone e la ricrescita felice...

Segnalo  nuovamente la storia di Pezzin  a proposito della crisi economica in corso, del perché è nata, ecc. La ricordo per chi non l'ha mai letta. Secondo me é divertente e ha ancora validi riferimenti a personaggi di oggi...


ZIO PAPERONE E LA RICRESCITA FELICE

Tornando in città dopo un periodo di vacanza da Nonna Papera e passando dalle parti del Club dei Miliardari, Paperino e nipotini lo sentono dapprima scosso da una solenne risata, poi da urla di rabbia, e infine eccolo sputare fuori da una botola sul tetto nientemeno che Paperone, letteralmente lanciato in volo dalla CER (Catapulta di Espulsione Rapida) riservata ai soci disonorati.

Alla fine di un volo ben calibrato Paperone piomba in un cassonetto proprio mentre arriva il camion della Nettezza Urbana che, prima che il papero si riprenda, agguanta il cassonetto con le pinze robotizzate, lo vuota nel cassone e si avvia alla discarica. Paperino e nipotini lo rincorrono, ovviamente, ma siccome la loro auto finisce la benzina, arrivano in ritardo, riuscendo a recuperarlo solo nel tardo pomeriggio, estraendolo a fatica e di nascosto da un mucchio di compostaggio, lurido e puzzolente da far paura.
Mentre fa il bagno in una fontana dei giardini pubblici, sotto lo sguardo sbalordito dei passanti e paziente dei nipoti (di rientrare in casa con quell'odore, non se ne parla nemmeno), Paperone spiega ancora infuriato il motivo di quel disonorevole trattamento:


“Il fatto é che mi sono rifiutato di sottoscrivere i loro titoli derivati – spiega Paperone insaponandosi per bene – li hanno inventati le banche di Rockerduck e io non mi fido di quel furfante. I miei colleghi miliardari invece, attratti dai rendimenti che promettono, si sono fatti abbindolare e li hanno comprati investendo milioni di dollari. Io ho cercato di avvertirli, ma quelli non hanno sentito ragioni e, quando ho insistito a dire che era un bidone, mi hanno detto che avevo perso il mio fiuto per gli affari e mi hanno cacciato dal club.”

“Cacciato dal club? - Paperino e nipotini sono sbalorditi. - Ma se sei comunque il papero più ricco del mondo?”

Ma Paperone si affloscia disperato rivelando che non è più così, purtroppo. Da tempo le sue banche sono vuote di correntisti, avendo tutti i suoi clienti prelevato i loro risparmi per andarli a versare nelle banche di Rockerduk che, proprio grazie ai suoi nuovi prodotti finanziati “creativi” - fondi di investimento, obbligazioni e soprattutto derivati, promette lauti guadagni per chiunque.

“Il fatto è che finora gli è andata davvero bene – commenta rassegnato lo zione – i suoi titoli hanno davvero fatto faville e la borsa di Paperopoli è salita più che mai facendo fare a tutti affari d'oro. Senza contare il mercato immobiliare alle stelle. L'economia tira alla grande, ma io so che sotto c'è qualcosa di poco sano e non può durare. Ma Rockerduck ha l'appoggio del nuovo sindaco e finché Furfaldo Spendaccioni avrà in mano il governo della città distraendo tutti con le sue feste e cotillons, nessuno riuscirà a farli rinsavire.”

“Furfaldo Spendaccioni? - Paperino cade dalle nuvole. - E chi sarebbe?”... continua a leggere.



giovedì 13 febbraio 2014

Rassegna stampa del 13 febbraio 2014

Dal Corriere.it un bell'articolo che commenta tutte le contraddizioni di Renzi e la sua Bella Compagnia...

Giochi pericolosi


Nell’Europa «normale» si diventa capi del governo dopo aver vinto le elezioni, in Italia no. Da noi basta vincere (sia pure alla grande) le primarie del Pd. Infatti, salvo colpi di scena dell’ultima ora sempre possibili, Matteo Renzi sarà chiamato tra pochissimo alla carica di presidente del Consiglio: non solo senza aver mai partecipato a una competizione politica nazionale, e tanto meno aver in essa vinto alla testa di un partito, ma senza neppure sedere in una delle due Camere elettive, dal momento che, come si sa, egli non è né deputato né senatore. Una delle tante anomalie della vita pubblica nella patria della Costituzione «più bella del mondo».

Le anomalie però talvolta costano care. E ad accorgersene potrebbe essere proprio Renzi. Sostanzialmente inviso a una parte notevole del suo partito, la vera forza del sindaco di Firenze è stata fino a oggi nella simpatia e nel consenso che egli sapeva ottenere presso l’opinione pubblica. Ma quando siederà a Palazzo Chigi - non portatovi però dal successo elettorale che quel consenso prometteva, bensì da una decisione tutta interna al Pd - sarà principalmente se non solo con il suo partito che egli dovrà vedersela. Da presidente del Consiglio - arrivatovi tuttavia nel modo che proprio lui aveva tante volte condannato: per designazione di una nomenclatura di partito - non potrà fare appello ad alcuna volontà popolare, ad alcun patto politico con gli elettori. Sarà solo. Solo, alle prese con quegli intrighi, quelle giravolte, quelle vendette, abituali nel campo dei Democratici, che oggi amareggiano il triste commiato di Enrico Letta, e che domani - come dubitarne? - cominceranno subito, implacabilmente, a lavorare ai fianchi anche lui... continua a leggere.

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E' successo tutto in una giornata.
Da Huffington Post su una cosa ridicola...

Una crisi drammatica, una gestione ridicola

Dal direttore Lucia Annunziata

Sappiamo ormai che né Matteo Renzi né Enrico Letta temono i moniti della Storia - 
il primo non si fa intimorire da precedenti sfortunati, il secondo ama le regole però le considera secondarie alle Istituzioni - ma forse entrambi dovrebbero in queste ore riflettere almeno sui moniti del ridicolo.
Ridicolo è l'unico termine proprio per definire il clima di questo passaggio politico, sbracato nei modi, nello stile e nella sostanza. Una staffetta di governo, cioè un cambio al vertice del paese viene giocato fra due individui, che ne discutono faccia a faccia come se il loro posto fosse una questione personale, che ne discutono in sedi istituzionali come Palazzo Chigi ( uno ci va con la smart , segno di giovanilismo e semplicità da cui dovremmo farci affascinare come accade al presente (e futuro) ministro Franceschini che la fotografa?) per decidere tra loro come, quando , e se, passarsi di mano un potere per cui nessuno dei due è stato votato.
Sullo sfondo la suprema assise di questa contesa fra i due, c'è la direzione di un partito, il Pd. Un solo partito che decide come e quale premier darsi? Abbiamo capito bene? Un partito, che esso stesso, ricordiamo bene, ha a malapena vinto le elezioni, come ammesso dai propri dirigenti. Un clima da ragazzi del muretto. Altro che Blair e Brown - si facciano sotto coloro che vogliono spiegarci le somiglianze tra i casi, e si ricordino del conto dei voti del Labour: Blair aveva vinto tre mandati mentre i voti su cui si regge il Pd attuale sarebbero invisibili senza premio di maggioranza.
Nel frattempo circolano già liste di ministri - c'è bisogno di sottolineare quanto poco istituzionale questo sia? Anche se devo dire che se son quelle che si anticipano ( ma non ci posso credere) non si capisce nemmeno perché si dovrebbe cambiare governo...continua a leggere.

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mercoledì 12 febbraio 2014

Riceviamo e volentieri pubblichiamo: Un Paese in ginocchio - Una proposta da discutere

Un Paese in ginocchio.






Quali sono oggi i piani di governo sul tema prevenzione. Esistono piani d’intervento e manutenzione o esistono purtroppo solo quelli di tamponamento?
Abbiamo un Paese in ginocchio, frane smottamenti crolli, interi paesi isolati, linee ferroviarie interrotte, città terremotate fantasma, rottura di argini di grandi fiumi, aree alluvionate; il Paese è davvero in ginocchio.
I soldi dei danni subiti quantificati dalle amministrazioni locali sono dieci volte superiori a quelli che si sarebbero dovuti spendere per la prevenzione. Perché non lo si è fatto?
Ma, proprio perché i fondi per la prevenzione sono stati tagliati quasi completamente, mi chiedo quali risorse possa trovare disponibili il governo per pagare i danni, ed avviare la ricostruzione; credo sarà davvero difficile ricevere qualunque risarcimento.
Vaste aree, intere regioni come Liguria Veneto Friuli Toscana Lazio e non per ultime la Calabria e la Sicilia, hanno avuto un forte dissesto idrogeologico. E il governo resta alla finestra. Ma dove sono finiti i soldi?
Qui occorre mettere in sicurezza il territorio, riqualificare le aree dissestate, bonificare quelle alluvionate, rinforzare gli argini dei fiumi, e tanto altro ancora.
Tuttavia per un aiuto concreto alla ricostruzione o alla gestione di situazioni di emergenza, la soluzione non è esclusivamente economica, io desidero chiedere con maggiore forza, l’utilizzo degli uomini e dei mezzi dell’Esercito Italiano.
Suggerirei al governo di  occuparsi della realizzazione delle opere pubbliche mancanti, strade e ponti, non con il meccanismo delle gare di appalto, ma proprio con l’Esercito.
Un paese che non riesce a difendersi dalla pioggia, significa che è mal governato.
Ogni anno firmiamo un assegno di 50 miliardi di euro e lo consegnalo all’Europa, questi soldi vanno nel Fondo “Salva Stati”. Sarebbe arrivato il momento di chiedere indietro una piccola parte allo scopo di finanziare la ricostruzione del nostro Paese, magari con la competenza e i mezzi dell’Esercito.
Poi manderei un lettera al Presidente della Repubblica,  in qualità di Sindaco d’Italia, invitandolo a suggerire la soluzione di tutti questi problemi legati al dissesto idrogeologico per causa clima. Un elemento naturale dal quale l’uomo si è sempre difeso con determinazione, e con tutti i mezzi a sua disposizione.

Apriamo una discussione su questo argomento, voi come la vedete?

di Antonio Poli dei Grilli del Sile.


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N.B. Potete partecipare alla discussione o dire la vostra cliccando sulla parola "commenti" qui sotto e scrivendo il vostro contributo.



domenica 9 febbraio 2014

Serata informativa a Casier 21 febbraio - STORIE INTORNO AL SILE

Il prossimo 21 febbraio a DOSSON DI CASIER si svolgerà una serata informativa speciale che tratterà la Storia del Sile dove il fiume è visto come il tratto conduttore di un lungo  e importante percorso di civiltà per tutta la Regione; percorso che ha portato alla nascita della stessa Venezia e, grazie al duro lavoro di molte generazioni, al benessere attuale.
Purtroppo questo percorso adesso rischia di essere dimenticato e il fiume viene relegato a semplice corso d'acqua lungo il quale fare qualche passeggiata. Invece il Sile è una grande RISORSA ECONOMICA oltre che CULTURALE e può essere, come é stato in passato, elemento fondante di una nuova rinascita.



La presentazione "Storie intorno al Sile" è curata dall'Ing. Giorgio Pezzin, residente a Casale sul Sile, scrittore e sceneggiatore professionista da molti anni e appassionato di storia del territorio.
Le storie riguardano il Veneto e il bacino del Sile dai tempi più antichi, dalla fondazione di Aquileia, a Venezia, fino al Sile del periodo più fecondo quando è stato generoso donatore di acqua, fonte di cibo, energia, argilla, ghiaia e infine via di trasporto insostituibile.

Giulietta Marcon, invece, attivista del WWF Veneto, fotografa appassionata e indomita esploratrice di curiosità, storie e avventure legate all'ambiente in cui viviamo, presenterà una serie di diapositive sui Mulini del Sile e sulla loro importanza per l'economia della zona, da Treviso a Venezia.

Moderatore della serata sarà ANTONIO MAURO SAPONARO, coordinatore dei Grilli del Sile e Candidato a Sindaco di Casier nelle prossime elezioni di primavera.
La serata é stata fortemente voluta da Antonio proprio per porre l'accento sul fiume che caratterizza così fortemente il nostro territorio e che rischia di venire sacrificato agli interessi di partito o della peggiore speculazione economica, mentre dovrebbe essere, come dicevamo, una preziosa risorsa a beneficio di tutti.

NON MANCATE!


venerdì 7 febbraio 2014

I Grilli del Sile consegnano i curricula in Regione Veneto. Competenze e proposte per il Parco del Sile.

La consegna dei Curricula.
Da sinistra:  G.Vanzella - M.G.Viti - A.M. Saponaro (candidato del Movimento 5 Stelle
a SIndaco di Casier) - A. Fuga (Canditato M5S a Sindaco di Roncade).

Come avevamo annunciato in un post precedente, lo scorso martedì 4 febbraio una delegazione del gruppo Grilli del Sile, composta da Antonio Mauro Saponaro promotore dell'iniziativa, Andrea Fuga, Giuseppe Vanzella e Silvia Pollini, ha consegnato i curricula raccolti attraverso la rete per l'incarico di direttore dell'Ente Parco Sile.
Quattordici curricula (un quindicesimo candidato ha ritirato in seguito la propria disponibilità) di professionisti, ingegneri, architetti e ambientalisti redatti in formato europeo e conformi all'esperienza necessaria.
L'incontro è stato un interessante momento di confronto sul ruolo rivestito dal futuro direttore e su alcune criticità, come la passerella dei burci e la greenway.

"Mauro Giovanni Viti, il dirigente regionale della sezione Parchi, ci ha comunicato due grosse novità" riferisce Antonio Mauro Saponaro. "La prima riguarda la nomina di un direttore pro tempore che, per 6 mesi, avrà pieni poteri per realizzare un piano dettagliato di interventi sul parco. La seconda, invece, riguarda i 600.000 euro già disponibili per la ristrutturazione definitiva della passerella dei burci. Questo stanziamento è legato ad uno specifico progetto da presentare entro febbraio".
"Quando abbiamo chiesto se questi soldi facessero parte dei fondi europei per il completamento della greenway, ci è stato risposto che si trattava di stanziamenti diversi e già pronti" continua Saponaro.
L'opinione comune che il personale dell'Ente sia sotto organico è stata confermata dal dott. Viti, al quale la delegazione ha chiesto di considerare le candidature proposte anche al fine di integrare i tecnici del Parco.
Il gruppo si è congedato con l'intesa di offrire la propria disponibilità al futuro direttore e con la speranza di vedere finalmente realizzati i progetti necessari a salvaguardare e valorizzare il più importante fiume di risorgiva d'Europa.


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Mulino lungo il Sile - Foto di G.Speranza
(Dal sito parcosile.it)
I Grilli del Sile sono stati veramente lieti di constatare quante e quali competenze siano presenti nel nostro territorio, capaci di dare la svolta che sarebbe necessaria per dare finalmente il giusto valore ad un ambiente che è unico in Europa, pieno di storia, di arte e di tradizioni e creato dal lavoro di generazioni di lavoratori e lavoratrici instancabili.
Ci auguriamo davvero che tali competenze siano messe a disposizioni della nostra Comunità al più presto e nel modo più efficace. 

Come gruppo di cittadini abitanti il territorio che si affaccia sul fiume Sile, faremo di tutto per far conoscere a tutti, e soprattutto alle nuove generazioni, il valore, la bellezza e l'importanza del territorio in cui viviamo e l'enorme patrimonio che esso può rappresentare non solo in termini di bellezza paesaggistica e ambiente naturale, ma anche come risorsa economica, occasione di lavoro e di benessere comune.
A tale proposito sono in preparazione una serie di serate informative aperte a tutti durante le quali verranno illustrati tutti questi aspetti e che speriamo possano crescere e svilupparsi anche con l'intervento e la partecipazione di altri cittadini.

Alcune delle diapositive che saranno presentate nel corso della serata.
Autore Ing. G.Pezzin


Ricordiamo infatti che il Gruppo dei Grilli del Sile è aperto a tutti, senza alcun obbligo o spesa e formato da persone che amano il proprio territorio e vogliono agire attivamente per il bene comune.

Fare politica, infatti, non è una attività esoterica per pochi eletti, ma è, secondo noi, azione consapevole delle attività di ogni giorno, come educare i figli, fare onestamente il proprio lavoro, considerare e comprendere le esigenze degli altri, compresi quelli (e forse soprattutto) che hanno idee diverse dalle nostre, al fine di trovare un nobile compromesso che consenta a tutti di vivere serenamente.

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giovedì 6 febbraio 2014

Rassegna stampa del 6 febbraio 2014

Da Corriere.it

BLITZ ALL’ALBA CON 34 ARRESTI
La mafia nigeriana padrona di Roma
«Eye» contro «Aye» a colpi di machete

Ragazze-schiave costrette a prostituirsi con riti voodoo e a mangiare cuori di galli. «Nei clan non ci sono pentiti»


ROMA - Gli «Eye» indossano un berretto nero. I loro rivali dell’«Aye» - gruppo nato da una costola del primo - ne portano uno blu. Così, quando ci sono riunioni o spedizioni punitive, non c’è il rischio di colpire affiliati del proprio clan. A Tor Bella Monaca le due bande della mafia nigeriana sono particolarmente potenti. Hanno soldi, auto di grossa cilindrata. I loro soldati girano per le strade armati di machete e bastoni animati, con lunghe lame all’interno. E gestiscono sia il traffico di droga dal Sudamerica sia il mercato della prostituzione con oltre 250 ragazze-schiave provenienti quasi sempre dal Togo. All’alba di mercoledì, dopo tre anni di indagini, cominciate nel 2011 dai militari della compagnia di Frascati e della stazione di Tor Bella Monaca, i carabinieri hanno arrestato 34 persone per associazione mafiosa...continua a leggere


Ci sembra giusto segnalarlo, visto il recente decreto "SVUOTACARCERI" del governo per risolvere il problema del sovraaffollamento delle carceri (soprattutto di politici).
Nei commissariati verranno messi delle porte girevoli così quelli appena arrestati potranno tornare subito in libertà, con buona pace dei poliziotti che rischiano la vita per arrestarli, dei giudici idem, che fanno i processi, e di noi fessi che paghiamo tutte le spese.



Dal Blog di Beppe Grillo:


Conferenza stampa sul decreto Svuotacarceri #noindulto

"La soluzione al problema della carceri era dietro l'angolo e non ce n'eravamo mai accorti: basta aprire le celle e lasciare che i detenuti escano con tanti saluti a quel mito che è la certezza della pena. Il decreto "Svuotacarceri" ha già fatto uscire mafiosi, assassini e stupratori (quelli veri) prima che il M5S mettesse un freno, facendo escludere dai benefici chi ha commesso questi reati. Insomma,ennesimo decreto, ennesima fiducia, non per salvare i carcerati ma per non pagare le multe della Ue, lasciando le carceri così come sono in modo che chi entra possa vivere nelle stesse condizioni di chi è uscito. Vi diamo una notizia:questo decreto non risolve nulla. Perché? Lo spiegano i deputati della commissione giustizia D'Incà, Colletti, Bonafede, Ferraresi, Sarti, Businarolo e Turco in conferenza stampa." M5S Camera... continua a leggere e guarda la conferenza.





7,5 miliardi alle banche, 130 denunce alla Procura

"Sono Elio Lannutti, il Presidente dell’Adusbef, la associazione che difende gli utenti dei servizi bancari e finanziari.
Sullo scandaloso regalo di sette miliardi e mezzo di Euro dalla Banca di Italia, che è un istituto pubblico, alle banche e assicurazioni private abbiamo depositato esposti denunce a 130 procure della Repubblica, alle Procure Generali della Corte di Appello, chiedendo di valutare tutta una serie di reati, che vanno dal concorso formale in reato continuato articolo 81, pene per coloro che concorrono in reato, circostanze aggravanti, abuso di ufficio, omissione di atti di ufficio, interruzione di pubblico servizio e pubblica utilità, riduzione in schiavitù, truffa, appropriazione indebita, abuso della credibilità popolare, sono tutti articoli del codice penale che sono stati messi a punto dai nostri legali, Avvocato Golino, Avvocato Tanza e altri insigni giuristi.
Perché? Se il governatore Visco anche di recente ha affermato che la Banca d'Italia è un istituto di diritto pubblico e che si attingono dalle riserve, che sono22 miliardi di Euro, quelle riserve, che non sono le riserve valutarie e auree che sono 105 miliardi, sono le riserve straordinarie della banca di Italia, frutto anche del signoraggio, ossia l’emissione della moneta. Si attingono sette miliardi e mezzo dal bilancio della Banca d'Italia, ente di diritto pubblico, per fare un regalo alle banche private, a Banca Intesa San Paolo, che ha oltre il trenta per cento, Unicredit, Monte dei Paschi di Siena, Assicurazioni Generali, Inps di Mastrapasqua collezionista di poltrone, etc.!
Noi ringraziamo il MoVimento 5 Stelle che ha fatto una durissima battaglia in Parlamento, per cercare di fermare questo scempio dei diritti e della democrazia e confidiamo che ci sarà un giudice a Berlino che tra l’altro abbiamo chiesto anche il sequestro preventivo di questi sette miliardi e mezzo, prima che vengano girati alle banche.
E in più abbiamo fatto una denuncia per danno erariale alla Procura Generale della Corte dei Conti e alla Commissione Europea, perché è un aiuto mascherato di stato, si tolgono soldi a un ente pubblico per regalarli a banche e assicurazioni private...continua a leggere.


Il bello é che ieri la RAI ha chiesto ad un insigne personaggio un parere sulla questione e questi ha risposto che in realtà sono state le banche a rimetterci perché su tale donazione dovranno pagare pure le tasse! E sapete chi era il personaggio cui la RAI ha chiesto lumi? Il presidente dell'ABI (Associazione Banche Italiane).
Ottimo giornalismo!










Una sentenza che fa da precedente anche per eventuali aggravi nelle nostre zone...

Ci sembra giusto riportare questo articolo per tutelare i proprietari di case anche nelle nostre Zone. Pur di fare cassa i Comuni le pensano tutte... e lo Stato pure.

La Cassazione boccia i Comuni:
sbagliate revisioni estimi catastali



La Suprema corte: amministrazioni e Agenzie del territorio non possono procedere a riclassificazioni senza indagini accurate sugli immobili e sul territorio che li circonda

ROMA - Alt alle riclassificazioni catastali operate in modo sommario e poco corretto dalle amministrazioni locali. La Cassazione boccia le procedure comunali che riclassificano le abitazioni senza provvedere a «verificare le effettive trasformazioni specifiche subite dalle unità immobiliari in questione» e, per quanto riguarda le microzone di riferimento, omettendo di evidenziare quali significativi e concreti miglioramenti del contesto urbano ci siano stati. La sentenza 2357 emessa il 3 febbraio dalla Quinta sezione della Cassazione, potrebbe avere pesanti effetti sulle operazioni di cassa effettuate da molti Comuni italiani tramite le agenzie del territorio. A partire dal bilancio di Roma.
RISORSE A RISCHIO - La Cassazione era stata interpellata da un residente di Napoli, R.T., che lunedì 3 ha visto riconosciute le sue ragioni. Il dettato della Corte va però oltre il singolo ricorso e ridisegna il contesto corretto entro il quale devono essere effettuati i cambi di categoria e classe catastale. Bufera sulle riclassificazioni catastali che hanno impegnato molti Comuni a ridefinire le categorie e le classi catastali di importanti parti del patrimonio immobiliare, un processo destinato a portare nelle casse delle amministrazioni locali (a partire da Roma) ingenti risorse...continua a leggere.



mercoledì 5 febbraio 2014

Parco del Sile - Curricula presentati alla Regione Veneto per la selezione del Nuovo Direttore dell'Ente.


Consegna curricula alla Regione Veneto per l'incarico di direttore dell'Ente Parco del Sile 





Il 31 gennaio scadeva il termine per l'iniziativa del gruppo Grilli del Sile mirato a raccogliere curricula dai cittadini che ritenessero di possedere le conoscenze e l'esperienza adatte per ricoprire il ruolo di direttore dell'Ente Parco Sile.

"Conosciamo la normativa regionale che regola la nomina per questo ruolo, ma la nostra iniziativa ha un duplice scopo" sostiene Antonio Mauro Saponaro, attivista del gruppo e promotore della raccolta. "Innanzitutto vorremmo che l'attribuzione dell'incarico non fosse legata all'appartenenza ad un partito politico, ma alla competenza professionale. Il nostro secondo obiettivo sarà quello di pubblicare tutti i curricula presentati in formato europeo all'interno del nostro sito - www.grillidelsile.it - perché si possano confrontare le professionalità dei cittadini con quelle del futuro direttore".

Nei giorni scorsi Saponaro, a seguito della richiesta inviata al presidente Luca Zaia, è stato contattato dal dirigente regionale competente per i parchi, Mauro Giovanni Viti, con il quale ha concordato la consegna dei curricula per il giorno martedì 4 febbraio alle ore 14:30 presso l'ufficio sito a Mestre in via Torino.
La consegna è quindi avvenuta secondo quanto concordato, sperando di aver dato un valido contributo alla soluzione del problema.